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Gli Shoujo manga
Shoujo manga significa letteralmente fumetto per ragazze,
con questo nome si indicano i manga a sfondo per lo più
sentimentale, le cui storie sono rivolte solitamente ad un pubblico
femminile, ma sono apprezzate anche da quello maschile. Non si tratta di un
genere specifico, ma di un "target editoriale" che comprende i generi più disparati.
Nasce in Giappone nel primo dopoguerra, periodo in cui la figura
femminile inizia a liberarsi dai molti stereotipi che l'avevano
fino ad ora relegata a ruoli inferiori rispetto agli uomini,
e si identifica in un'immagine più indipendente.
La prima rivista a pubblicare shoujo è Shoujo Club,
edita dalla Kodansha, che esce dal 1949 al 1962.
I primi mangaka sono solo uomini, tra questi ricordiamo Leiji Matsumoto,
Suhiho Tagawa e Osamu Tezuka, considerato autore del manga moderno.
Solo nei primi anni sessanta si trovano le prime donne che lavorano
in questo settore e producono unicamente shoujo; il romanticismo
diviene allora un caposaldo della narrazione, le relazioni
interpersonali prendono il sopravvento sull'azione, le storie
iniziano ad essere più introspettive, riflessive e spesso più
veritiere: molte di queste furono vere denunce sociali.
Gli stereotipi grafici diventano significativi e
contribuiscono alla narrazione comunicando sentimenti
ed emozioni. Le tavole non sono più divise in
vignette ordinate, la disposizione delle stesse vignette,
ordinata o confusa, diviene un espediente per trasmettere
emozioni. L'impaginazione è più libera,
con figure intere che attraversano le pagine
sovrapponendosi alla narrazione.
Aumentano i primi piani, che descrivono i sentimenti dei
personaggi e le protagoniste hanno occhi grandi circa un
terzo della faccia, per far risaltare la loro espressione.
Molta attenzione è riservata alla qualità del disegno,
studiato nei particolari e nei dettagli, le tavole sono
spesso abbellite da fiori.
Ma i fiori non sono solo decorazioni, fanno parte della narrazione, indicano spesso
bellezza, amore, serenità come le bolle di
sapone o le linee morbide e sottili che attraversano i fondali;
linee dure o spezzate indicano il dolore
ecc.
Lo shoujo moderno mantiene alcune caratteristiche ma
ha una grafica semplificata: i volti sono tracciati spesso con
pochi segni e gli sfondi meno ricchi nei dettagli, a volte
riempiti solo con retini.
In Giappone, ogni mese, si trovano in edicola una quantità
incredibile di riviste di manga, divise per genere e per fasce d'età.
La parola Shoujo si riferisce alle ragazzine, ma questi manga sono rivolti a diverse fasce
di età, ci sono riviste interamente rivolte a ragazzine delle scuole
elementari, medie inferiori, medie superiori, ma anche a fasce di età
superiore in quest'ultimo caso si parla di comic for lady.
Lo shoujo manga arriva in Italia all'inizio degli anni '80 sulle
pagine della rivista specializzata Candy Candy edita
dalla Fabbri, e su quelle del Corriere dei piccoli
della Mondadori.
A partire dal 1998 esce Amici, mensile specializzato
della stessa Star Comics. Verso la fine dello stesso anno
anche la Planet Manga inizia a pubblicare alcuni titoli seguita da altre case editrici.
I primi shoujo arrivati nel nostro Paese erano storie d'amore,
forse per questo, una buona parte della gente identifica la
parola shoujo con questo tipo di manga. Ma, come ho detto prima, un fumetto
di qualsiasi genere (azione, storico, fantasy, horror) può essere shoujo.
In altre parole, per distinguere con sicurezza uno shoujo da uno shonen, si deve
guardare su che rivista è stato pubblicato; è
l'unico modo per non sbagliarsi...^__^
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